La scuola davanti al lutto di un allievo

A sostenere i bambini e i ragazzi che subiscono la perdita di una persona significativa della loro vita, oltre ai familiari, ai parenti e gli amici ed in alcuni rari casi le organizzazioni di volontariato e le parrocchie, potrebbe e dovrebbe esserci la scuola, che ha come suo compito formativo quello di creare una sensibilità verso le problematiche sociali. Fondamentali insieme ai familiari sono gli insegnanti, quotidianamente a contatto con i bambini e i ragazzi,: pur se carichi di molte responsabilità, gli insegnanti hanno la possibilità di offrire una protezione, un aiuto se non addirittura un percorso importante di prevenzione e di elaborazione dell’esperienza della morte di una persona cara, che gli allievi molto spesso vivono per la prima volta nella vita.

La famiglia, impegnata a vivere ed affrontare la dolorosa situazione, salvo rari casi, non si mette direttamente in contatto con la scuola. Molte volte sono i compagni di classe o i loro genitori che portano l’annuncio agli insegnanti.

E la scuola in quel momento si domanda se e come intervenire, cosa è meglio fare: ad esempio andare al funerale? contattare i famigliari? parlare con l’allievo in lutto? informare i compagni di classe? ....

Abbiamo cercato di rispondere a questi ed altri quesiti raccogliendo alcune brevi indicazioni su quello che gli insegnanti e la scuola possono offrire lavorando, se è possibile, in accordo con i familiari, per dare risposta ai bisogni fondamentali dell’allievo nell’affrontare un evento così doloroso e stressante.

 

I bisogni degli allievi e l'aiuto che la scuola puo' dare

Poter sperimentare una normalità di vita

Per un bambino o un ragazzo la cui vita è cambiata, talvolta sconvolta da una morte in famiglia, la routine quotidiana della scuola aiuta a riprendere contatto con il senso della normalità. Tutto sembra “andato in pezzi” ma almeno i compagni di classe, gli insegnanti sono ancora lì e già solo per questo possono offrire un senso di sicurezza e di continuità. Bambini e adolescenti trovano nella scuola la possibilità di vivere una pausa di sospensione dal dolore dell’ambiente emotivamente carico, come è quello della famiglia dopo una perdita importante. A casa, poi, è probabile che per la costante presenza di visitatori venuti per le condoglianze e per offrire aiuto, bambini e ragazzi possano sentirsi “messi da parte” e trovare difficile far fronte a tutto ciò. La scuola invece offre l'occasione di ritrovarsi insieme ai compagni, di giocare, sorridere, scherzare, correre,... di poter essere come tutti gli altri coetanei, senza doversi sentire in colpa.


Potersi esprimere ed essere ascoltati

Quando muore un genitore, un fratello o altra prsona significativa, alcuni dei bambini e dei ragazzi mostrano apertamente il loro dolore, altri cercano invece di trattenersi per non addolorare ulteriormente gli altri familiari, nascondendo la propria sofferenza. Mostrano di non avere problemi, rischiando di essere trascurati, di non essere presi in considerazione, o addirittura di essere giudicati insensibili. La scuola puo' offrire un ambiente accogliente e protettivo, nel quale gli allievi possono dire cosa è successo e, se lo desiderano , esprimere le proprie emozioni e le esperienze che stanno vivendo. E’ bene che gli insegnanti osino chiedere e parlare direttamente, dando la disponibilità ad ascoltare, ascoltare e ascoltare tante volte le loro esperienze e le loro difficoltà. Sarebbe bene aiutare lo studente ad identificare nella scuola un adulto fidato ed affettuoso, un insegnante o un altro operatore scolastico, con cui poter parlare e confidarsi se e quando lo desidera e se ne sente il bisogno. Per gli alunni che trovano difficile e faticoso verbalizzare le proprie emozioni anche in un colloquio faccia a faccia, si può pensare ad un “quaderno segreto” in cui può disegnare o scrivere pensieri, ricordi, sapendo che l'insegnante lo leggerà e gli lascerà di volta in volta i suoi commenti e le sue risposte.

Poter essere accolti nelle proprie difficoltà e reazioni

Bambini e ragazzi hanno bisogno di incontrare adulti sinceri e partecipi per permettersi di parlare della persona che è morta, per condividere i propri ricordi ed i propri sentimenti. E’ importante che gli insegnanti non ignorino quello che è successo (il che equivarrebbe negare la sofferenza dell’allievo) e che parlino apertamente, usando senza paura ed imbarazzo le parole “morte” e “morire”. Puo' infatti essere frustrante per i più grandi e generare confusione in quelli più piccoli cercare di evitare di parlare della morte, usando espressioni come “il decesso”, “la tua perdita”, “è andato in un posto migliore”. E’ anche importante non cercare di consolare il bambino o il ragazzo con frasi come “almeno non è terribile come....” o “adesso non soffre più.....”. Sono commenti che non alleviano il dolore e non aiutano ad esprimere la sofferenza che l’alunno sta provando. Ad esempio si può dire semplicemente “Ho saputo della morte di tuo papà, ... so che ti manca,... mi dispiace davvero” e poi aggiungere un abbraccio, una carezza affettuosa, una mano sulla spalla, che talvolta riescono a dire più di tante parole. E' anche importante cercare di “normalizzare” le emozioni che l'allievo vorrà condividere. Un bambino, un ragazzo in lutto, si sente molto diverso dagli altri e pensa di essere il solo a provare certe emozioni. E' importante rassicurarlo che provare sentimenti di rabbia, di colpa, di paura, di ansia, di stanchezza, di preoccupazione, di solitudine, è una reazione del tutto normale quando muore una persona cara. Spesso puo' succedere che arrivino a pensare di essere stati la causa della morte del familiare ed è bene rassicurarli che non hanno alcuna responsabilità. Inoltre, anche se a volte puo' essere difficile, è sempre meglio rispondere con onestà e sincerità alle domande degli allievi.

Parlare della morte e del dopo-morte non è facile per nessuno e, se se si è imbarazzati di fronte a domande difficili oppure tristi e in difficoltà, non si deve avere timore di ammetterlo: anche questo aiuterà il ragazzo a comprendere che è normale avere sentimenti ed esperienze difficili da vivere e da esprimere.

 

Altri contributi che i docenti possono offrire per sostenere un alunno in lutto

Informarsi

In primo luogo i docenti devono essere sicuri di avere le informazioni corrette relative al decesso e alle sue circostanze. Un colloquio con i familiari che si occupano del bambino o del ragazzo, in alcuni casi una visita a casa, una lettera a nome della scuola con un nominativo e un telefono di riferimento o una telefonata possono essere modi utili non solo per esprimere le condoglianze, per accordarsi ad esempio sulla partecipazione al funerale ma anche per essere sicuri di non fornire a scuola informazioni che possano essere in conflitto con i desideri della famiglia o dell'alunno e per capire come il bambino sta reagendo, rassicurando tutti dell'interessamento e della partecipazione della scuola. Se invece a scuola la notizia della morte del familiare è stata già data, è importante che l'allievo sia informato di cosa è stato detto.


Preparare il rientro in classe

E' impossibile sapere se, dopo la morte del familiare, l'alunno vorrà tornare subito a scuola o invece cercherà di allontanare il più possibile quel momento. Alcuni desiderano tornare al più presto, per riprendersi almeno una parte della vita di prima, altri invece avranno il timore di affrontare le domande e gli sguardi dei compagni e degli insegnanti. Certamente prima che l'alunno torni a scuola ed entri in classe sarebbe opportuno decidere con i familiari e con l’allievo stesso il giorno e le modalità del rientro e chiedere se e come la classe deve essere informata. A volte è lo stesso studente che vuole spiegare ai compagni cosa è successo e affrontare le loro domande, a volte invece l'alunno preferisce che sia l'insegnante stesso a dare alla classe la notizia. E' comunque sempre meglio che la classe sia informata: questo puo' evitare allo studente l'ansia e la fatica psichica di dover rispondere tante volte alle stesse domande. E' bene organizzare il giorno e le modalità del rientro a scuola perchè sia il più tranquillo possibile, dandogli ad esempio la possibilità di scegliere se incontrare per primi i suoi migliori amici in un luogo più riservato o se rientrare direttamente in classe.

 

Facilitare i contatti con i compagni di scuola

Se gli insegnanti hanno avete concordato con l'alunno e la famiglia di informare la classe, nel periodo in cui è ancora assente da scuola, gli insegnanti possono incoraggiare i compagni a scrivere lettere, biglietti, messaggi, o a telefonare per fargli sapere che lo pensano, che lo vogliono incontrare e che a scuola lo stanno aspettando. Tutte queste iniziative possono rendere il rientro più agevole. E' anche importante informare il compagno di quello che sta succedendo a scuola, facendo riferimento non solo alle varie materie, agli insegnanti, ai compagni stessi ma anche a piccoli episodi che puo' essere divertente riferire per renderlo partecipe della vita della classe.


Dare tempo

Spesso gli allievi che hanno perso un familiare importante hanno bisogno di molto tempo prima di poter riaffrontare il carico scolastico normale. E' importante ricordare che per loro tutto è cambiato, “stravolto” ed è probabile che al ritorno a scuola possano:

  • concentrarsi di meno

  • essere stanchi e facilmente irritabili

  • essere più sensibili e reattivi ai commenti altrui

  • essere cosi' concentrati su se stessi e sulle proprie emozioni da ignorare i sentimenti altrui: questo provoca facilmente liti e discussioni

  • avere rabbia e frustrazione represse per la morte del familiare.

Pazienza, attenzione, affetto, comprensione e ascolto sono più che mai necessari.


Non giudicare

Il percorso del lutto è molto personale: ogni bambino, ogni ragazzo, lo affronterà in modo differente. La reazione dipende dall’intensità e qualità del legame che avevano con la persona morta, dall’ età, dalla fase di sviluppo, dal modo in cui la morte è avvenuta, dalla rete di sostegno familiare, amicale, scolastico e da molti altri fattori. C’è da aspettarsi una grande variabilità nel comportamento dell’allievo: puo' arrivare un giorno a scuola e dare l'impressione di essere tranquillo, calmo e un altro giorno, per nessuna ragione specifica, puo' reagire in modo completamente diverso e sembrare irriconoscibile. Molte volte i bambini e i ragazzi possono avere difficoltà a verbalizzare i loro sentimenti, oppure si rinchiudono in se stessi, o diventano aggressivi per controbilanciare il loro senso di insicurezza e impotenza. Sarebbe bene non rimproverarli, perché hanno bisogno che le figure per loro importanti mostrino che è giusto, giustissimo, che esprimano quello che sentono e che trovino nella condivisione una  risposta alla sofferenza che sperimentano. Inoltre, bisogna evitare di rivolgere loro le solite frasi, come ad esempio "Sei un ragazzo cosi" forte", perché potrebbero interpretarle come un'esortazione a non condividere i loro sentimenti.

Osservare

E' meglio cercare di capire cosa realmente prova l’allievo anziché proiettare su di lui emozioni che si pensa possa sperimentare. E' bene ricordarsi che anche altri compagni di classe possono reagire ad un lutto grave di una famiglia diversa dalla loro, cosi' come il lutto recente di un allievo puo' sollecitare emozioni e reazioni in altri studenti, che già hanno dovuto affrontare la morte di un familiare.


Collaborare con i familiari prima e dopo il rientro a scuola

I bambini e i ragazzi in lutto possono mostrare comportamenti alterati in diverse situazioni scolastiche e non. Per questo è importante che gli insegnanti mantengano un contatto con i familiari, parlando non solo di ciò che li preoccupa ma anche dei passi positivi che riesce a fare e informarsi del suo comportamento fuori della scuola. Questo rappporto può essere un valido e rassicurante sostegno per la famiglia, per l’allievo ed i docenti stessi.